Cataratta
Chirurgia della cataratta a Milano
La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio. L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opaco e nell’impianto di una lente intraoculare che ne prende il posto.
Che cos’è la cataratta
Il cristallino è una lente trasparente situata dietro l’iride. Con il passare degli anni perde progressivamente trasparenza: la luce arriva alla retina in modo meno nitido e la visione si annebbia.
È un processo legato soprattutto all’età, ma può comparire prima in presenza di alcune condizioni generali, dopo traumi oculari o in seguito a terapie prolungate con determinati farmaci.
I sintomi più comuni
- Visione annebbiata o come attraverso un vetro appannato.
- Colori percepiti meno vivi o tendenti al giallo.
- Abbagliamento con le luci forti e difficoltà nella guida notturna.
- Necessità di cambiare frequentemente la correzione degli occhiali.
- Peggioramento della visione in condizioni di forte luminosità.
La valutazione preoperatoria
Prima dell’intervento si esegue una visita completa con misurazioni biometriche dell’occhio. Servono a calcolare le caratteristiche della lente intraoculare da impiantare.
Si valutano anche la salute della cornea, la pressione oculare e le condizioni della retina, perché influenzano sia la scelta della lente sia il risultato visivo che ci si può ragionevolmente attendere.
L’intervento
Si esegue in regime ambulatoriale, con anestesia locale in collirio. Attraverso una piccola incisione il cristallino opaco viene frammentato e aspirato, e al suo posto viene inserita la lente intraoculare.
Il tempo di ripresa e le indicazioni sui controlli vengono definiti caso per caso.
La scelta della lente intraoculare
Non esiste una lente migliore in assoluto: esiste quella più adatta alle caratteristiche dell’occhio e alle abitudini di chi la porterà.
- Lenti monofocali Mettono a fuoco a una sola distanza. Per le altre distanze resta in genere necessaria una correzione con occhiali.
- Lenti a profondità di fuoco estesa e multifocali Progettate per coprire più distanze. Richiedono requisiti anatomici precisi e comportano un periodo di adattamento visivo. Non sono indicate in tutti i casi.
- Lenti toriche Prendono in considerazione l’astigmatismo corneale. La loro indicazione dipende dalle misurazioni preoperatorie.
Il follow-up
Dopo l’intervento vengono programmati controlli per verificare l’andamento della guarigione e la stabilità della visione, insieme a una terapia locale da seguire per il periodo indicato.
A distanza di tempo può comparire un’opacizzazione della capsula che sostiene la lente impiantata: si tratta di una condizione nota, gestibile in ambulatorio con capsulotomia YAG laser.
Le informazioni di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica. Indicazioni, tecniche e tempi vengono definiti caso per caso dopo visita ed esami diagnostici.
Domande frequenti
Non c’è una soglia automatica. Si considera quanto la riduzione visiva interferisce con le attività quotidiane, insieme ai dati della visita. La decisione si prende insieme, valutando benefici attesi e rischi.
Dipende dal tipo di lente impiantata, dalle caratteristiche dell’occhio e dalle esigenze visive personali. Nessuna lente garantisce l’indipendenza completa dagli occhiali: se ne parla prima dell’intervento, con aspettative realistiche.
Di norma sì, con un intervallo tra i due interventi che viene definito in base al caso clinico.
Il cristallino rimosso non si riforma. Può però opacizzarsi la capsula che sostiene la lente intraoculare, con un annebbiamento che ricorda quello iniziale. Si risolve con un trattamento laser ambulatoriale di pochi minuti.
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